Questo metodo che ci suggerisce può essere utilizzato come prosecuzione della riflessione sul periodo, rispetto alla grammatica valenziale, più adatta forse alla frase semplice?

Io non sono una “valenzialista” perché la grammatica valenziale non si interessa della struttura dei gruppi sintattici e delle parti del discorso. Quello che propongo è un metodo che abbraccia tutte le parti della grammatica tradizionale, compresa la gerarchia del periodo. Effettivamente per la gerarchia del periodo ci sono altri modi di rappresentazione della complessità che non quello degli ovali e del rettangolo, per esempio un particolare artificio grafico che io chiamo ‘indentatura’, che consiste nell’andare a capo a ogni proposizione e tenere la subordinata scostata dal margine se è di primo grado, ancora un po’ più spostata in là se è di secondo grado, facendo vedere così la gerarchia del periodo. Questo aiuta la comprensione anche di frasi molto complesse, che è uno dei problemi dello studente. La questione non è tanto di dire che quella proposizione è una causale e quell’altra una finale (anche), ma riconoscere la gerarchia e anche qui non per fare l’esercizio di dire che quella è di primo grado e l’altra di secondo grado, ma proprio per capire il significato; se non si rendono conto della gerarchia non vanno dietro al senso e non sanno nemmeno leggere il periodo ad alta voce, non la capiscono nella sua struttura. Sicuramente la visualizzazione come metodo si attaglia molto molto bene allo studio del periodo. Ribadisco che io non sono una ‘valenzialista’ in quanto mi sembra che gli strumenti offerti da altri settori della linguistica siano più efficaci, soprattutto siano più completi della valenziale.