La griglia di valutazione per la prima prova d’esame

È uno dei problemi che gli insegnanti si stanno ponendo: come usare gli indicatori del decreto (10 per il tipo A, 9 per i tipi B e C) per dare il voto il 100esimi e poi tradurlo in 20esimi?

La prima questione è lo scopo degli indicatori forniti dal decreto, che è di porre all’attenzione di chi corregge la vasta gamma di aspetti da considerare: non solo contenuto e forma, ma ideazione, costruzione testuale, sviluppo, scansione interna, interpunzione, …

Nel progetto (2009-2010) dell’Accademia della Crusca insieme a Invalsi, che prevedeva la ricorrezione di un campione di compiti scritti dell’esame di Stato era presente una griglia con indicatori simili a quelli proposti dalla Commissione: l’avevo pubblicata in Grammatica Nuova già nel 2010, e qui ne allego una versione adattata dalla collega P.B. di Torino.

Qui la griglia di valutazione prima prova scritta.

Una scelta lasciata alle commissioni d’esame è la costruzione di descrittori all’interno dell’indicatore. Una proposta di scheda, utilizzata dal gruppo di lavoro che ha steso il rapporto del medesimo progetto nel 2012, è scaricabile qui (vedi il Rapporto integrale).

Quanto all’uso della griglia, una possibilità considerata “oggettiva” è di suddividere i 100 punti in frazioni sui diversi indicatori e poi fare la somma delle frazioni di punteggio (come per la seconda prova). Tuttavia, gerarchizzare all’interno di una frazione di punteggio, per esempio all’interno di 5 punti attribuiti alla sintassi, è molto difficile. Inoltre, stabilire un punteggio significa attribuire previamente un peso diverso a ciascun indicatore: tuttavia può darsi che un compito sia brillante quanto a costruzione logica e lasci a desiderare come sintassi, oppure l’inverso, e il punteggio frazionato non valorizza la specificità di ciascuno ma appiattisce tutti su una gerarchia di pesi predeterminata. Di solito il voto finale con descrittori e sotto-punteggi non coincide con quello che si riteneva adeguato secondo una considerazione globale, come ricorda anche il prof. Serianni nell’intervista.

Un metodo, usato anche dalla Crusca-Invalsi nel progetto del 2009, è dare a ciascun indicatore il punteggio in 100esimi (o in 20esimi per fare un passaggio di meno) e poi fare la media dei punteggi ottenuti. La griglia che ho allegato invece valuta ogni indicatore su una scala da 1 a 5 e poi fa la media. La media fra gli indicatori permette di dare maggior peso a un indicatore piuttosto che a un altro secondo i differenti casi.

La valutazione fatta secondo la media di diversi indicatori non è meno “oggettiva” della somma delle frazioni di punteggio, e si controlla meglio. Teniamo conto che qualunque valutazione implica una presa di posizione del correttore e non può garantire la neutralità data da una prova standardizzata, che non richiede un correttore e che bilancia i pesi in base a un modello.