Come mai avete introdotto il termine “doppia predicazione”? negli altri libri non c’è.

Come tutto quello che ho proposto di “anomalo”, il problema nasce quando gli studenti palesemente fanno fatica su un argomento e non lo capiscono.

Quello dei complementi predicativi è uno di questi: anche dopo anni di grammatica ancora non l’hanno capito. Oltretutto continuare a chiamarli “complementi predicativi” è fallace (non dà un criterio certo), perché effettivamente non esprimono una relazione logica tipo la causa o il fine ecc.

Invece, una volta capito il concetto di predicazione come “dire del soggetto”, e capito che la predicazione nominale è quando a predicare è un nome o un aggettivo, risulta chiaro che in ascolta attenta abbiamo entrambe le tipologie; ascolta è predicativo (ho un’immagine mentale dell’ascoltare), attenta dice del soggetto e torna sul soggetto (infatti concorda).

La parafrasi come altre volte è la prova del nove: mentre ascolta (v. predicativo) è attenta (parte nominale che predica). Lo stesso coi verbi elettivi appellativi ecc.: è stato eletto capoclasse significa che adesso è capoclasse. Le parafrasi dei predicativi permettono di verificare che è così, cioè io non ho inventato niente ma mi sono limitata a osservare che cosa succede in pratica.