Ho una perplessità sul presentare le relative che ho sempre chiamato improprie, con i valori causali, finali, ipotetici, prima di aver spiegato i valori delle circostanziali.

In realtà quando arrivano alle completive e alle relative hanno già fatto i complementi circostanziali e sanno anche come trasformare i complementi in dipendenti: il legame logico è lo stesso. Poi non si presentano le relative come “improprie” creando un’altra sottocategoria (meno sottocategorie ci sono, meglio è), ma si fa presente che la relazione della relativa con l’antecedente è debole, è più sintattica che logica (del resto molte completive e relative usano un legame debole come la parola che).

Tranne che in alcuni casi il contesto suggerisce che sia implicato anche un nesso logico (la relativa con valore concessivo, per es.). In questo caso è la comprensione del testo a richiedere l’inferenza del nesso logico, ma a questo lo studente si abitua se sa parafrasare (un saper fare indispensabile): in quanti modi si può esprimere lo stesso concetto? È una competenza che serve per la scrittura.